L'arrivo - L'avviso della gara mi era giunto circa venti giorni prima: avrei dovuto pubblicarlo
sul sito web della Sezione e per questo motivo l'avevo ricevuto qualche ora
prima rispetto agli altri.
La seconda edizione del Trofeo di nuoto pinnato Peppino Trapanese era un appuntamento
che non mi sarei perso per nulla al mondo dopo la mia partecipazione alla prima
edizione dell'anno scorso che tanto mi aveva entusiasmato e coinvolto.
Non ci avevo pensato quindi due volte e, dopo aver pubblicato la notizia sul
sito web avevo subito mandato il fax di iscrizione.
Solo successivamente, dopo aver letto con calma il regolamento e tutto il resto
avevo prestato maggiore attenzione alla data: 10 Luglio!
M come? L'anno scorso l'esperienza era stata vissuta ad agosto e quindi avevo
potuto allenarmi almeno un po’.
Quest'anno, invece, non avevo ancora fatto nemmeno un bagno e quest'inverno
nemmeno un po’ di sport, nemmeno una, dico una, partita di calcetto!
L'unica attività sportiva che mi aveva coinvolto nei mesi precedenti
era stato il campionato primaverile costiera cilentana..in barca insomma. E
certo lo sforzo fisico c'era stato..ma di lì a chiamarlo allenamento!
Insomm senza muscoli né polmoni: sarei arrivato al traguardo? Avrei
completato almeno la metà del percorso?
Le domande erano del tutto lecite, ma non avrei potuto rispondervi prima del
giorno della gara, della fine della stessa….
…
La mattina del 9 Luglio, sabato, finalmente rubo una pausa agli impegni lavorativi
e decido "di forza" di scendere in acqua (almeno una volta prima
della gara..).
L'acqua per fortuna è calda anche se sono le 8 del mattino. Non metto
le pinne e dalla scogliera del porto, più o meno all'altezza dagli
scaloni, mi dirigo allo scoglione affiorante prima del promontorio di San
Francesco: insomma, poco meno di 100 metri. Torno indietro, lentamente: ho
praticato sport agonistico per tanti anni e so che non bisogna mai chiedere
troppo a se stessi. Certo, 37 anni non sono tantissimi, ma la mancanza di
allenamento è il nemico peggiore e il corpo va sempre ascoltato.
Indosso le pinne, stesso percorso, ma proseguo fino allo scoglio con la croce
di San Francesco: pensavo peggio, insomma mi muovo! Quasi quasi se riuscissi
a reggere il percorso costante..potrei reggere, chissà!
…
E' la mattina del 10. Io e mio padre arriviamo al lido Aurora con la canoa:
la userà lui, come lo scorso anno, per partecipare con gli altri soci
e amici all'indispensabile attività di supporto alla gara e assistenza
ai partecipanti.
Sotto il portico delle cabine del lido Aurora ci sono già Enzo Trapanese
e Walter Di Vece e tanti altri amici che completano le iscrizioni. Ricevo
la mia cuffia e mi dipingono il numero sul braccio: quest'anno mi è capitato
il numero 10 e poi vengo invitato al controllo medico di routine.
Forse dovrei già scendere in acqua, fare un po' di riscaldamento ,
ma, diciamocela tutta: siamo parecchio in anticipo e non voglio certo bruciarmi
le poche energie che ho!
Intanto i partecipanti si affollano, soprattutto gli affezionati della scorsa
edizione, li conosco quasi tutti a parte i giovani campioni, ci sono anche
le due ragazze.
…
Pochi minuti alla partenza, sono in acqua, ho scelto di indossare gli occhialini
e non la maschera, in modo da avere naso libero per regolare meglio il respiro
ed eliminare il problema dell'appannamento del vetro.
Ci sono tanti concorrenti più avanti della linea, ora indietreggiano,
si può partire…3…2…1…è partenza, è partenza!
E io…io comincio a sorridere di me, già ora! Questo è davvero
sport, partecipare consci delle proprie possibilità (scarse a dire
il vero!) e di tutti i propri limiti …così sfuggo già allo
sprint in partenza, ho solo 4-5 concorrenti dietro di me, forse meno con
gli altri, invece, tutti in fuga davanti.
Non mi importa, ho un'unica possibilità di terminare la gara. Devo
impormi un ritmo costante, elevato ma non troppo e non fermarmi mai..potrei
evitare i crampi così!
Sono quasi 4 Km di percorso, 2,5 miglia marine e sembrano non finire mai.
Le boe del percorso sembrano sempre più lontane eppure lentamente,
una dietro l'altra, riesco a superarle..sono solo. Passo il cancello, la
boa di virata, ritorno il cancello. E ogni tanto alzo il viso dall'acqua:
la canoa di mio padre, il gommone di Floriana, gi acqua scooter del soccorso…sono
lì, non sono solo, basta questa vista per ridarmi energia..non avrò problemi,
sono calmo ora..gli accenni di ansia da "solitudine" svanisce…posso
continuare.
…
Passaggio dinanzi alla partenza e poi di nuovo in direzione opposta…verso
la torre…Frattanto ho visto qualche ritiro, qualcuno ha alzato la mano,
il gommone l'ha tirato all'asciutto…chissà quanti…
Io procedo constante, forse ce la faccio, se mantengo l'andatura potrei anche
finire la gara, ci credo!
Davanti a me qualcuno sta cedendo, un altro ritiro…
Vedi schiuma davanti a me: è lontano, ma sembro avvicinarmi a lui
(o sarà una lei?), lo sto raggiungendo.
Ma si, uno sfizio forse posso levarmelo. E' davanti 150 m ormai, forse 200,
ma io aumento un niente l'andatura e a 50 m dalla boa gli sono quasi addosso,
pochi metri, posso farlo. Ma lui commette un errore, accelera e troppo, mi
sente dietro, sembra dare tutto. Mi sembra quasi la guerra dei poveri..gli
altri sono tutti così avanti, ma noi davanti abbiamo la boa e io mi
diverto ora…lui è quasi sulla boa e si rilassa, rallenta…era
la boa che voleva e la sta prendendo ormai. E questo è il suo secondo
errore! Io ho ancora energia, non avevo accelerato, ora posso farlo, aumento
l'andatura quasi del doppio, passo all'interno, in un niente gli rubo la
boa, quasi centimetri e viro prima di lui…
…
Adesso siamo vicini e andiamo al traguardo, mancano ancora circa 500m, o
tanti sembrano qui in acqua. Adesso recupero la mia andatura costante, un
po’ più veloce ma senza scatti, ne sprint: io la mia piccola
soddisfazione me la sono levata, una soddisfazione che non comparirà in
nessuna classifica, la mia piccola boa rubata.
Arriviamo quasi insieme al traguardo, ma LUI, magari è arrabbiato,
non lo so, certo ora accelera di nuovo, sarà stata la boa o semplicemente è più bravo
e allenato e gli lascio gli ultimi 10m e lo vedo varcare il cancello di arrivo.
Qualche secondo dopo, un paio forse, ci sono anche io. Saluto Walter, è lì in
acqua fino ai calzoncini a prenderci il tempo e la posizione con la radio.
Credevo di essere ultimo, ma mi dicono che c'è ancora qualcuno: figurarsi!
Sarei stato felicissimo anche da ultimo!.
Sono felice, questo sport è vero, quello che non riesco mai a far
comprendere ai più, quelli ch sembrano morire anche per un secondo
posto e ucciderebbero quasi per una vittoria.
Vorrei tanto che per i giovani fosse questo il vero mito sportivo nel quale
credere e crescere. Onore ai vincitori! Io, ho già vinto, partecipando
e perdendo, con gioia, mentre varcavo con gioia l'arrivo…
Un semplice socio, e un vostro amico, Paolo Rocca Comite Mascambruno, ma per
questo piccolo spaccato di vita associativa permettetemi di firmarmi così:
felicemente…uno degli ultimi!